Veneto delle meraviglie – Villa Foscari Malcontenta e il suo fantasma

Qualche volta i nostri turisti si riferiscono al Veneto come la Terra delle Ville Palladiane. Ma nelle migliaia di ville, più o meno visitabili, della nostra bella regione, relativamente poche sono le “palladiane” se confrontate all’elevato numero di antichi castelli trasformati in ville, di edifici di campagna e di nobili case per la villeggiatura disseminate lungo fiumi, laghi, campi, colline e filari d’uva… Una delle zone più celebri è la Riviera del Brenta, un percorso di circa 35 chilometri tra Padova e Fusina (Venezia) che ha avuto il suo massimo sviluppo tra il 1500 e il 1700 e dove si conta, per certo, la presenza di una delle maggiori e più note ville palladiane: Villa Foscari Malcontenta. Un altro paio di ville, che si incontrano lungo questo percorso, è attribuito al grande architetto, ma non vi è certezza storica.

Villa Foscari detta “la Malcontenta” sorge, appunto, a Malcontenta, frazione del comune di Mira, zona in cui il fiume Brenta arrivava con “massa imponente e disordinata” al punto da costringere il governo veneziano a cercare e trovare una soluzione. Intorno alla metà del 1400, dopo tentativi pressoché inutili di deviare il fiume, si decise di scavare una sorta di fossato al fine di “alleggerire” la quantità d’acqua di passaggio, ma l’intervento non diede il risultato sperato e la corrente d’acqua venne quindi soprannominata “male contempta”, “male contenuta” perché a fatica si era riusciti a controllarla, e da qui il termine “malcontenta”.

Villa Foscari

La bella costruzione palladiana rivela anche in questo caso la genuina genialità dell’architetto che, ben consapevole del problema dato dal passaggio del Brenta, pensò di sopraelevare il piano nobile sfruttando l’insolita, ben undici piedi, più maestosa altezza del piano terra, dove si trovavano le cucine e le cantine, in modo da scongiurare l’invasione dell’acqua nell’appartamento della famiglia, il piano nobile appunto, nel caso di un’eventuale esondazione del fiume.

La facciata della villa verso il Brenta è superba: fin dal loro arrivo in imbarcazione, gli ospiti erano in grado di ammirare la straordinaria soluzione di Palladio. Una volta toccato il suolo con i piedi, erano condotti all’interno, tutto affrescato, da due elegantissime rampe di scale laterali alla facciata. La struttura della villa prende ispirazione dal Tempietto alle Fonti del Clitumno, conosciuto e studiato da Andrea Palladio, ma rielaborato secondo la consueta usanza del nostro progettista di cogliere il necessario dalle antichità e modificarlo secondo le proprie esigenze.

Anche la facciata nel retro della villa è interessante: qui Palladio è riuscito a “restituire” la luce tolta dalle imponenti colonne anteriori grazie all’espediente della finestra termale e delle altre finestre ben distribuite in tutta la superficie.

Gli interni della villa presentano affreschi che, per quanto strappati e rovinati, sono stati sapientemente realizzati da Giambattista Zelotti e Battista Franco. La decorazione si rifà a quelle, al tempo piuttosto note e lodate, di Palazzo Te a Mantova e di Fontainebleau.

Visitata e ammirata da illustri personaggi tra i quali si ricordano Winston Churchill, Le Corbusier, Sergej Djagilev, Charles De Brosses, Bruce Chatwin, Guglielmo Marconi, Peggy Guggenheim, Igor Stravinskij, solo per citarne qualcuno, la villa non ha sempre attraversato momenti favorevoli. L’amore e la cura della famiglia Foscari, tornata proprietaria dell’edificio dopo secoli di avvicendamenti e, talvolta, di tristi episodi e di abbandoni, hanno ridato lo splendore a questa magnifica villa che, se viaggiate in auto, non potete perdere sulla strada per e da Venezia. Anche perché… in realtà si dice che il termine “malcontenta” faccia riferimento alla condizione di Elisabetta Foscari, dama bella e chiacchierata, allontanata dalla famiglia a causa delle abitudini libertine e dei costumi, pare, dissoluti. Mal adattatasi alla vita di reclusa in villa, Elisabetta trascorse gli ultimi anni malinconica e depressa. Alcuni abitanti del luogo dicono di aver visto, nelle notti di luna piena, aggirarsi tra i campi intorno alla villa, una dama in abito bianco e dai lunghi capelli rossi…  chissà che anche a voi non sia dato in sorte di incontrarla mentre viaggiate…

La Riviera del Brenta è un luogo perfetto per una pausa culinaria e per assaporare i piatti tipici della tradizione veneziana. Nei pressi di Malcontenta si trova Bepi Ciosoto e, in direzione Padova, è possibile fermarsi a Villa Margherita a Mira, oppure all’agriturismo Gazebo a Dolo, oppure ancora alla Locanda alla Posta, sempre a Dolo, così chiamata perché in quel luogo, nei secoli passati, avveniva il cambio dei cavalli, la riparazione delle carrozze e il riposo dei viaggiatori, quindi ottima posizione anche per il vostro riposo!


CHIAVE di VOLTA è un’organizzazione di guide turistiche qualificate, esperte e appassionate, che opera dagli anni ‘90 in Veneto. Ha sempre puntato alla qualità dei servizi offerti e alla ricerca di itinerari meno frequentati e noti. Il gruppo delle guide è coordinato da Deborah Marra, guida accreditata in Veneto da molto tempo. Laureata in Lingua e Letteratura Giapponese, è lei stessa un’instancabile viaggiatrice e, da qualche anno, ha pubblicato anche dei libri, “Vegana? No, chemio” (2016) e “Cupido è guercio” (2020).
Per chi ama visitare città e luoghi artistici accompagnato da una guida professionale, CHIAVE di VOLTA è sicuramente il referente per scoprire, e riscoprire, il Veneto. Consigli e itinerari personalizzabili sono disponibili nel sito www.chiavedivolta.com e nella pagina Facebook  www.facebook.com/deborahmarrachiavedivolta.

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