Siviglia arte e passione – L’Ospedale dei Venerabili Sacerdoti

Passeggiando nel Quartiere di Santa Cruz, in una delle sue piazze più belle, Plaza de los Venerables, ti imbatterai in un edificio, la cui facciata un poco anonima non lascia presagire la ricchezza decorativa del suo interno.

L’Ospedale dei Venerabili Sacerdoti (Hospital de los Venerables Sacerdotes) è una delle più belle costruzioni barocche di Siviglia.
Fu fondato da Justino de Neve, illustre canonico della Cattedrale sivigliana, nella seconda metà del XVII secolo, per accogliere e assistere anziani sacerdoti indigenti.
La direzione dei lavori fu affidata all’architetto Juan Domínguez, sostituito in seguito da uno dei maggiori architetti del Barocco sivigliano, Leonardo de Figueroa.

L’edificio è costituito da uno splendido patio, una chiesa riccamente affrescata e numerose sale che furono occupate dai sacerdoti residenti nell’Ospedale fino agli anni ’70 del secolo scorso.
Dal 1991 l’edificio è sede della Fondazione FOCUS (Fondo de Cultura de Sevilla) e dal 2007 anche del Centro Velázquez.

Dall’atrio d’ingresso, occupato dalla biglietteria e da uno spazio adibito alla vendita di libri e souvenir, si accede al patio. Percorrendo quei pochi metri ci troveremo immersi in un’atmosfera di pace, lontana dall’animazione dei vicoli del quartiere ebraico sivigliano.

Il patio, simile a un chiostro conventuale, è arricchito da una splendida fontana rivestita di piastrelle decorate con figure geometriche d’ispirazione islamica, caratterizzate prevalentemente dal giallo e dall’azzurro. Gradinate circolari digradano verso la vasca centrale posta più in basso rispetto alla galleria circostante. Gli archi, d’influenza vignolesca, poggiano su colonne di marmo toscano.

Il patio

Su uno dei lati del patio si apre l’ingresso alla chiesa, consacrata a San Pietro Apostolo e a San Ferdinando.

Il tempio svolgeva la funzione di cappella per le celebrazioni eucaristiche e per l’amministrazione dei sacramenti ai sacerdoti malati qui residenti. Da quando l’Ospedale ha perso la sua funzione assistenziale, la messa viene celebrata un solo giorno all’anno, il 30 maggio, in occasione della ricorrenza della festività di San Ferdinando, il re Santo patrono della città, che ha liberato Siviglia dalla dominazione musulmana nel 1248.

San Ferdinando

Il resto dell’anno questo bellissimo spazio viene utilizzato per concerti, grazie al bellissimo organo realizzato nel XX secolo, per conferenze ed per altri eventi di vario tipo.

L’organo

Rimarrai affascinato dai colori allegri degli affreschi che, in un erudito programma iconografico, volto a esaltare l’esercizio del sacerdozio, decorano l’intera superficie delle pareti e delle volte della chiesa e della sacristia.

Gli artisti che hanno lavorato alla loro realizzazione furono Juan de Valdés Leal e il figlio Lucas Valdés.

Degno di nota è l’utilizzo della tecnica del trompe d’oeil, tipica della pittura illusionistica, che induce nell’osservatore l’illusione di guardare oggetti tridimensionali che sono, in realtà, dipinti su superfici bidimensionali.

Dopo aver ammirato gli affreschi della chiesa, dirigiti alla sacristia; in questo spazio dalle dimensioni ridotte, Valdés Leal è riuscito a creare una prospettiva illusionistica grandiosa, nella rappresentazione di alcuni angeli che innalzano ed espongono la Santa Croce di Cristo.

Tra le opere d’arte conservate all’interno della chiesa, troviamo un bellissimo pulpito di marmi policromi e legni pregiati e due sculture di Pedro Roldán, uno dei maggiori esponenti dell’arte barocca a Siviglia.

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San Pietro

I due santi rappresentati sono San Ferdinando, con la spada che allude alla sua autorità come re e San Pietro, con la tiara papale simboleggiante il triplice potere del Pontefice come Padre dei Principi, Rettore del Mondo e Vicario di Cristo sulla Terra.

Cornice originale del dipinto San Pedro Penitente

Una bella cornice di legno traforato e dorato è alloggiata in un retablo decorato con le chiavi, la tiara papale e la palma del martirio, chiaro riferimento a San Pietro. Questa cornice, che possiamo ammirare in una delle cappelle laterali del lato dell’epistola, circonda adesso un dipinto di scuola italiana del XVI secolo, raffigurante Cristo pregando nell’orto degli ulivi, che ha sostituito la tela originale di San Pietro Penitente, dipinta da Bartolomé Estaban Murillo.

Retablo del presbiterio

Il San Pietro Penitente è uno dei capolavori del pittore sivigliano, un’opera prodotta quando l’artista era già maturo e all’apice del suo successo. L’opera fu commissionata da Justino de Neve, grande amico e mecenate del pittore nonché fondatore dell’Ospedale. Il dipinto formava parte della sua collezione privata.

Alla sua morte Justino de Neve lo destinò all’Ospedale, dove rimase fino al 1810 quando fu trafugato durante le invasioni napoleoniche. Per alcuni anni formò parte della collezione personale del maresciallo Soult, a capo delle truppe francesi durante la guerra d’indipendenza spagnola. Dopo la sua morte questo fu venduto e inviato nel Regno Unito e, per più di 150 anni, se ne persero le tracce.

Nel 2011 il direttore del Museo del Prado lo localizzò e riuscì a esporlo nell’Ospedale dei Venerabili Sacerdoti in una mostra intitolata “Murillo e Justino de Neve, l’arte dell’amicizia”, organizzata dal Museo del Prado, dalla Fondazione FOCUS e dalla Dulwich Picture Gallery.

Tre anni dopo Abengoa, l’impresa multinazionale spagnola che ha creato la fondazione FOCUS, lo acquistò per integrarlo nella collezione permanente del Centro Velázquez, dove è attualmente esposto.

Lasciando la chiesa e percorrendo uno dei lati del patio centrale raggiungiamo uno spazio ricco di fascino, il Patio di Doña Elvira. Utilizzato per rappresentazioni teatrali e spettacoli musicali, il patio rappresenta una cornice idillica in cui gli antichi e imponenti portoni lignei e le pareti ricoperte di edera fungono da sfondo alle performance.

Sull’altro lato del patio si trova l’ingresso alla sala che ospita l’esposizione permanente del Centro Velázquez. Questo centro espositivo ebbe origine nel 2007 quando la fondazione FOCUS acquistò, per un importo di 12,4 milioni di euro, il quadro di Velázquez intitolato Santa Ruffina.

Nella sala sono esposte quindici opere d’arte, tre delle quali dipinte dallo stesso Diego Velázquez. Le altre opere appartengono, principalmente, ad artisti vissuti a Siviglia nel XVII secolo, come Francisco de Zurbarán, Bartolomé Esteban Murillo e lo scultore Juan Martinez Montañés.

Degna di nota è la scala che ci porta al piano superiore. La sua bellissima volta ellittica è decorata con stucchi barocchi. Gli scalini, risalenti ai primi anni di costruzione dell’edificio, sono, con la loro usura, testimoni dello scorrere del tempo.

La volta della scala

Al primo piano troviamo alcune sale, temporaneamente chiuse a causa delle misure restrittive dovute alla pandemia: la Biblioteca, in origine il Refettorio e il Gabinetto delle Stampe, dove nei mesi più freddi si riuniva l’organo di gestione dell’ospedale.

L’unica sala del piano superiore aperta, momentaneamente, al pubblico è quella che ospita una collezione d’arte moderna. Interessante è il bel poster promozionale della Settimana Santa di Siviglia del 1983, realizzato dalla pittrice e scultrice sivigliana Carmen Laffón.

Queste opere, caratterizzate da una totale libertà di temi e di composizione, ci mostrano una nuova concezione della pittura, certamente molto lontana da quella del naturalismo barocco.

Per maggiori informazioni o se decidi di visitare Siviglia e L’Ospedale dei Venerabili Sacerdoti facendoti accompagnare da una guida ufficiale non esitare a contattarmi! Sarò felice di aiutarti!


Sono Giusy Serraino, guida accreditata dalla Junta de Andalucía. Nel 1994 ho iniziato la mia carriera professionale lavorando come accompagnatrice turistica in giro per la Sicilia. Nel 2008 mi sono trasferita a Siviglia. Qui, grazie alla mia professione, continuo a coltivare le mie più grandi passioni, l’arte e la storia. Accompagno gruppi e clienti individuali alla scoperta di questa splendida città, di cui mi sono innamorata fin dal primo istante. Per me sarà un piacere farti conoscere la Siviglia più autentica!
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