Napule è – Castel Sant’Elmo: capolavoro di ingegneria militare a difesa della città e contro le insurrezioni del popolo

Per la sua particolare posizione dominante, Castel Sant’Elmo, con la contigua Certosa di San Martino, è uno dei monumenti più rappresentativi e più raffigurati nelle piante e nelle vedute della città.

La vista di Napoli da Castel Sant’Elmo

Il colle di Sant’Erasmo (nome mutatosi in Sant’Eramo, Sant’Ermo e, infine, Sant’Elmo) fu scelto già dagli angioini nel ‘300 per edificare la Certosa e il Belforte. La celebre Tavola Strozzi databile al 1472 e oggi conservata al Museo di San Martino, ci restituisce la più completa e realistica veduta quattrocentesca del Belforte nella sua struttura originaria di Palatium. Quando Napoli passa sotto la corona spagnola agli inizi del ‘500, sarà ristrutturata da un punto di vista amministrativo e militare. Sarà, soprattutto, con Pedro da Toledo, in carica per oltre 20 anni, che il regno si doterà delle strutture difensive più moderne dell’epoca. La costruzione di Castel Sant’Elmo rientrava in questo programma generale di fortificazione, essendo molte delle strutture esistenti inadeguate e obsolete. Il progetto fu affidato all’architetto militare Luis Escrivà, che lontano dai canoni vigenti, realizzerà un impianto a tenaglia e sestangolare (non stellare come spesso si ripete) che gli procurerà non poche critiche. Escrivà sfruttò la collina come cava (tufo giallo napoletano), questo gli permise di risparmiare su materiali, sui loro trasporti ma soprattutto sui tempi di realizzazione. L’imponente costruzione permetteva anche un minor numero di soldati alla difesa della fortezza. Per rispondere a chi lo criticava, Escrivà, nel suo saggio, giustifica questo tipo di costruzione perché permette meglio di dominare il colle, prestare aiuto ai castelli sulla riva del mare, tenere sotto tiro le falde di San Martino e la città alle pendici della collina. Come prova di questo intento, basta ricordare la rivolta di Masaniello, in cui la città subì molti danni dai colpi provenienti dalla fortezza e diretti contro i luoghi occupati dai napoletani ribelli. Non è l’unica rivolta di questo tipo; del resto la Spagna, che, nel contesto europeo, tra 1500 e 1600 è stata spesso impegnata in guerra, ha più volte vessato la popolazione napoletana. Durante questo periodo è utilizzato anche come carcere, mentre le rivolte hanno messo in luce un difetto della fortezza: quello di essere troppo isolata dal resto delle fortificazioni. Con gli Austriaci prima e i Borbone poi, le nuove strategie militari tra ‘700 e ‘800 richiederanno altri tipi di intervento difensivo sul territorio, interventi che saranno più diffusi, non limitandosi solo all’interno della città, ma concentrandosi in particolare sulla difesa della costa grazie al ruolo della marina. I castelli perderanno, quindi, il loro ruolo di fortezze difensive a favore di una difesa attiva, che avveniva principalmente via mare. Nonostante queste trasfrormazioni, Castel sant’Elmo rimarrà sempre al centro della storia cittadina,  basti pensare all’epilogo della repubblica napoletana del 1799 quando furono rinchiusi, tra gli altri, Mario Pagano, Domenico Cirillo e Luisa Sanfelice.

A tre secoli di distanza dalla sua costruzione, il castello è rimasto pressoché invariato e conserva ancora la sua antica vocazione di baluardo contro eventuali sommosse del popolo napoletano sostituita in tempi di pace da quella a luogo di detenzione soprattutto per prigionieri politici. Con l’unità d’Italia l’antica fortezza napoletana è adibita a carcere militare, funzione che conserverà fino al 1952.

Oggi Castel Sant’Elmo è meno minaccioso e riesce ad imporre la sua presenza sulla città storica grazie alla sua mole e ad un sapiente utilizzo come polo museale e luogo di eventi (tra gli ultimi “Napoli città libro”) aprendo i suoi ambienti e le carceri questa volta per ospitare napoetani e turisti.

Chi oggi visita castel S’Elmo, potrà visitare il “Museo del ‘900” e i tanti lavori di arte contemporanea che arricchiscono la piazza d’armi.

Una delle opere presenti a Castel Sant’Elmo

Il castello è visitabile tutti i giorni dalle 8:30 alle 18:30 (orario ultimo ingresso). La visita al castello e al museo costa 5,00€, mentre dalle 16:00 la visita del solo castello è di 2,50€. Giorno di chiusura del museo è martedì, ma il castello resta visitabile.


Arcangelo Pisano, Guida Turistica Regione Campania
Flegreo di nascita e napoletano per identità culturale, ho maturato un’ esperienza decennale nell’accompagnamento di singoli e gruppi alla scoperta dei tesori del territorio campano. La passione per il trekking urbano e quello naturalistico mi permette di offrire servizi di guida che spaziano a 360 gradi su quella che è l’offerta culturale del territorio, con particolare attenzione all’ artigianato e all’enogastronomia. Svolgo da diversi anni laboratori di teatro e scrivo articoli per magazine che si occupano di turismo.

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