Venezia d’autore – Venezia armonia di acqua e terra

Venezia è un doppio labirinto: terra e acqua, calli e canali, si cammina e si va in barca. E i due mondi sono solo apparentemente distinti; solamente chi non è nato (o ha vissuto a lungo) qua, li percepisce come separati. In realtà sono complementari, l’uno esiste per l’altro, creano un’armonia unica e mirabile. 

L’acqua scorre in laguna e lungo i canali come una circolazione sanguigna che ossigena la vita di terra. E la terra separa le acque dando forma e spazio alle forme di vita che abitano questo sogno di pietra.

Venezia, armonia di acqua e terra

Venezia non esisterebbe senza la laguna, e la laguna non sarebbe completa senza Venezia.

La marea porta l’acqua dal mare in laguna per sei ore, poi si distende placida e silenziosa; infine, nelle sei ore seguenti, l’acqua torna verso il mare, come un lungo respiro vitale.

Non si può visitare Venezia senza comprenderne i ritmi lagunari.

Limitarsi a percorrerne le calli a piedi è come visitare un palazzo semplicemente girandoci intorno. Se vuoi davvero vedere com’è il palazzo devi entrarci.

Se vuoi “entrare” in Venezia devi salire su una barca.
Meglio se su una barca a remi.
Meglio ancora se ti allontani da Venezia, in barca, e la respiri da poco lontano, a filo dell’acqua.

Venezia e l’acqua

Per secoli i Veneziani si sono mossi in barca, sia per solcare mari lontani, sia per spostarsi in casa propria. Fin da subito hanno cominciato a costruire barche, grandi e piccole, per commerciare, per trasportare, per andare a Messa e per fare la guerra.

E fin da subito la conformazione stessa della laguna ha inciso sulla forma delle barche e ancor più sul modo in cui venivano usate.

Ad esempio le barche usate in laguna hanno il fondo piatto, perché a volte i canali sono molto poco profondi.

Anche la tecnica della voga è particolare: si rema in piedi, girati in avanti, con un remo solo.
In piedi e girato in avanti perché devo vedere dove vado e quanto è profonda l’acqua davanti a me; con un remo solo perché a volte i canali sono così stretti che non c’è lo spazio fisico per due remi.

La voga veneta

Si tratta naturalmente della voga veneta, una tecnica che viene solitamente e immediatamente associata all’immagine del gondoliere, ma che in realtà era (ed è ancora) la tecnica usata da tutti i Veneziani, per secoli, per spostarsi con la propria barca.

E non c’è nulla di più veneziano di questo.

Se non avete voglia e/o tempo di imparare a vogare (ci sono diverse associazioni a Venezia che insegnano la tecnica anche a quei turisti che cercano esperienze locali nei posti che visitano), potete concedervi il classico giro in gondola, che per quanto stereotipato resta pur sempre un’emozione da provare almeno una volta nella vita.

Con giusto un paio di raccomandazioni: chiedete espressamente al gondoliere di NON portarvi in Canal Grande, sarebbe come chiedere al tassista cittadino di portarvi in tangenziale invece che in centro storico … troppo traffico, troppe onde, e poi il Canal Grande lo potete vedere anche con il vaporetto … chiedete invece di farvi portare nei canali piccoli e nascosti (che poi bisognerebbe dire “rii” e non “canali”), possibilmente lontano dal San Marco!

Altro consiglio: il prezzo è per la gondola, non per persona, per cui se volete risparmiare trovate un paio di amici con cui condividere il giro (fino ad un massimo di 6 persone).

Infine: indossate scarpe comode, i tacchi metteteli per andare alla Fenice 😉

La voga veneta

Se volete approfondire la conoscenza del mondo barcaiolo veneziano, recatevi a visitare uno “squero” (cantiere navale dove si costruiscono, e si riparano, le imbarcazioni tipiche veneziane – non solo le gondole quindi, ma tutte le barche veneziane, giacché la gondola è solo una delle, certo la più bella, ma assolutamente non l’unica).

I due squeri visitabili (previa prenotazione) sono: San Trovaso e Tramontin

Non mancate infine di visitare il Museo Navale, che malgrado sia il più importante nel suo genere in Italia, è il museo meno conosciuto in città (ergo non c’è mai ressa!).


Walter Fano, nato da padre piemontese e madre veneta, ha vissuto per lo più tra Torino, Milano e Venezia, ma è in quest’ultima che si sente a “casa”. Appassionato di storia dell’arte decide di diventare guida turistica, ma con un’impronta meno accademica e più narrativa (le date e i nomi si dimenticano facilmente, le storie no). Crea l’associazione “L’altra Venezia” con l’intento di mostrare ai viaggiatori più sensibili e curiosi una Venezia meno turistica e più autentica.
Sito web: https://www.laltravenezia.it/

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