Matera, ben oltre i sassi – Presentazione della città

Visitare Matera richiede alcuni giorni, scarpe comode e tanta voglia di camminare!

La prima particolarità della città consiste nel fatto che il centro storico è scavato nella roccia calcarea bianca e riflette la luce del sole. Visitando la città d’estate potreste accorgervi, a causa di questa caratteristica, che il caldo si percepisce in modo maggiore rispetto al circondario.

La città di Matera

Nei pressi dei Sassi, i due quartieri nella roccia, si trova il Parco Archeologico delle Chiese rupestri, costruito nel 1990, in Basilicata noto anche come Parco della Murgia Materana. Il nome del Parco riflette il fatto che in tutta la zona si contano ben 150 chiese. Una curiosità: il volo del falco grillaio è simbolo del parco stesso.

A far da cornice a tutto ciò vi sono le Murge pugliesi e lucane. Esse hanno delle pareti rocciose molto ripide chiamate gravine, spesso scavate dall’acqua, che incrementano la presenza rocciosa del territorio.

Grazie a queste particolarità il paesaggio è rimasto integro per intere ere geologiche, e i recenti fossili scoperti nella zona sono stati esposti nel museo Domenico Ridola.

Per immaginare Matera vi invito a pensare ad una città su diversi piani: i quartieri bassi dei Sassi, la zona alta con la Cattedrale e i palazzi nobili, il castello Tramontano, e infine la città nuova. Tutti questi strati rendono la visuale della città tanto unica.

La città di Matera, tanti livelli, tanti piani

Oggi patrimonio Unesco e capitale della cultura nel 2019, la città sta avendo la sua rivincita: è passata dall’essere una delle zone più povere del Mezzogiorno, al mostrarsi in tutta la sua bellezza, tra il passato (non così lontano) e il presente, in tutta la sua armonia.

L’armonia di Materia si esplica nel rapporto tra l’uomo e la natura: i preistorici trovavano riparo nelle grotte, e nei tempi moderni i nostri contemporanei le han trasformate in case. Gli abitanti autoctoni di Matera han lavorato duro per coltivare, fare formaggi, vivendo in case piccole, buie e umide. La memoria di questo passato è rimasta viva, e la si può notare girando nel centro storico, notando i grappoli di peperone crusco appesi davanti ai negozi, oppure parlando del famoso pane di Matera, prodotto IGP. Esso nell’antichità veniva cotto nei forni comuni, per cui ogni famiglia distingueva la propria forma di pane con uno stampo.

Il percorso di visita che vi propongo inizia dalla piazza principale: Piazza Vittorio Veneto. Al di sotto della stessa vi è il Palombaro Lungo, un’enorme cisterna con le pareti arrotondate per meglio contenere la forza di 5 milioni di litri d’acqua. Oltre al Palombaro il sistema idrico provvedeva alla raccolta delle acque attraverso altre cisterne più piccole collegate tra di loro. Questa caratteristica ha contribuito a far diventare la città dei Sassi patrimonio dell’Unesco nell’1993.

Spostiamoci ora davanti al palazzo Lanfranchi,  Museo Nazionale d’arte Medievale e Moderna della Basilicata. La sezione di arte contemporanea presenta opere di Carlo Levi, scrittore, pittore, uomo politico italiano. Il suo romanzo Cristo si è fermato a Eboli è autobiografico. Di origine ebrea, per le sue idee antifasciste, fu condannato ad un confino, quindi trascorse un lungo periodo in Basilicata. Egli ricostruì con molta fedeltà la miseria in cui viveva il popolo, tanto che Matera fu nominata vergogna d’Italia.
L’arte e la cultura coinvolsero molto la sorte di questo edificio. Il poeta Giovanni Pascoli insegnò qui, e oggi davanti al portone è posta la scultura “la goccia “ di Kengiro Azuma: la goccia è il simbolo dell’acqua,  ricca in questa terra.

La Goccia – Città di Matera

Iniziamo a scendere nei Sassi, mentre davanti a noi si estende il paesaggio roccioso delle Murge, attraversiamo delle piazzette, dove in tempo si raccoglievano le persone come se fossero un’unica grande famiglia.
Passeggiando, noterete molte bambole colorate con gli abiti delle comunità albanese arbëresche: nel 1468 per sfuggire alla minaccia ottomana, gruppi greci e albanesi si rifugiarono in Basilicata. In passato queste bambole erano intagliate nella crosta dura del formaggio e date ai bimbi che “stavano mettendo i dentini”, sia per dare sollievo sia perché ricche di calcio.

Una tappa importante che vi segnalo è quella presso la Chiesa rupestre di Santa Lucia alle Malve, il primo insediamento monastico femminile dell’ordine dei Benedettini risalente al VIII secolo. A causa della sovrappopolazione della città, negli anni 50 la Chiesa, così come molte altre in zona, venne convertita in abitazione. Santa Lucia delle Malve è una chiesa a tre navate: la navata centrale riportava l’iconostasi (elemento di culto greco ortodosso che divide i fedeli dal presbitero), ma, durante la fase di abitazione, pezzi di colonne affrescate furono tagliati per ricavarne una cucina. Per questa ragione, oggi troverete pezzi di affreschi sparsi come in un puzzle. I bellissimi affreschi presenti, di stile bizantino, furono realizzati con colori derivati da calce, polvere di tufo, insieme a sostanze organiche.
Nella navata destra vi è Santa Lucia, protettrice della vista, insieme ad una serie di affreschi di altri santi.

Se volete visitare la città vi consiglio di non perdervi la festa della Madonna della Bruna, il cui carro ricoperto di cartapesta viene preso d’assalto dai fedeli che lo strappano del tutto, in quanto i pezzi di carta si dice portino fortuna. Se però non riuscirete ad esserci in quest’occasione non preoccupatevi: la magia della città di notte, illuminata dalle sue luci soffuse che la rende simile ad un presepe gigante, è presente per tutto l’anno!

La città di Matera all’imbrunire

Ciao, mi chiamo Isabelle Delle Rose, sono una guida turistica abilitata dalla Regione Puglia. Di madrelingua francese, mi sono trasferita a 16 anni dalla periferia di Parigi a Lecce, nel Salento.
Ho iniziato questa professione come interprete e ho subito maturato la passione di far scoprire il mio territorio, questa parte dell’Italia  turisticamente parlando più recente e piena di sorprese.
Non esitate a contattarmi: isa.dellerose6445@gmail.com

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